Le nanoplastiche sono ormai un ingrediente della dieta umana
Riportiamo un articolo pubblicato sul numero 1091 di La Settimana Veterinaria, a cura della dott.ssa Claudia Capua.
Riportiamo un articolo pubblicato sul numero 1091 di La Settimana Veterinaria, a cura della dott.ssa Claudia Capua.
Lo rileva una ricerca condotta da Greenpeace Research Laboratories presso l’Università di Exeter e lo Ukrainian Institute of Agricultural Radiology i cui risultati sono stati pubblicati su Environmental International: ad oltre 30 anni di distanza dal disastro nucleare di Chernobyl del 26 aprile 1986, il latte risulta ancora altamente contaminato
Lo studio ha interessato il latte di mucca proveniente da fattorie e famiglie private di 14 insediamenti situati nei territori della regione di Rivne, a circa 200 chilometri dal reattore di Chernobyl, dal 2011 al 2016.
In 6 delle 14 fattorie esaminate sono stati riscontrati valori di cesio radioattivo superiori ai 100 becquerel per litro (Bq/L) consentiti per gli adulti mentre in otto di esse il latte presentava valori superiori ai 40 Bq/L consentiti per i bambini.
“Più di 30 anni dopo i disastro di Chernobyl – ha spiegato la dottoressa Iryna Labunska, dei Greenpeace Research Laboratories dell’Università di Exeter – la gente è ancora esposta abitualmente al cesio radioattivo, attraverso il consumo di alimenti base locali,quale appunto il latte, nelle zone interessate dal disastro nucleare. Molte delle persone di quest’area possiedono una mucca per il latte e i bambini ne sono i principali consumatori. Sebbene il livello di contaminazione al suolo nelle aree esaminate non sia estremamente elevato, il cesio radioattivo continua ad accumularsi nel latte e in altri alimenti; in questo modo, gli abitanti di questi villaggi sono esposti cronicamente alla radioattività e questo comporta gravi rischi, soprattutto per i bambini”.
I ricercatori suggeriscono anche delle misure che consentirebbero di portare i livelli di esposizione alle radiazioni al di sotto dei limiti per le 8.336 persone che vivono nei 6 villaggi dove la contaminazione è risultata più alta, ad un costo 71.000 euro l’anno, inferiore di 10 euro a persona, con costi decrescenti per gli anni a venire.
Fra queste misure rientrano la somministrazione di Ferrocin alle mucche, la concimazione minerale dei campi di patate, campagne di informazione sul consumo di funghi selvatici e altri prodotti della silvicoltura e l’alimentazione di suini con mangimi incontaminati.
In assenza di programmi governativi per l’attuazione delle misure necessarie, la contaminazione del latte continuerà a superare i limiti consentiti ancora per molti anni, almeno fino al 2040, in alcune parti del paese.
A cura della segreteria SIMeVeP
Le malattie trasmesse tramite alimenti sono una grave fonte di preoccupazione per la salute pubblica in tutto il mondo. Secondo l’OMS ogni anno 600 milioni di persone, una ogni 10, si ammalano dopo aver mangiato alimenti contaminati e 420 000 muoiono.
Per contribuire alla sicurezza alimentare, il progetto FRESHDETECT, finanziato dall’UE, sta sviluppando uno strumento portatile che determinerà la qualità microbiologica dei prodotti a base di carne.
Un opuscolo del prodotto sul sito web del progetto evidenzia che l’apparecchio determina la «carica batterica totale (TVC, Total Viable Count) nella carne cruda senza estrarre campioni e senza incubazione». Il dispositivo utilizza un procedimento a spettroscopia di fluorescenza che dirige una luce blu intensa sulla superficie della carne e misura le firme fluorescenti caratteristiche e la flora batterica. «La TVC è quindi calcolata usando un affidabile algoritmo di analisi al fine di accertare la qualità microbiologica del prodotto. Le misurazioni non sono invasive e durano solo pochi secondi. I risultati sono visualizzati direttamente sul dispositivo subito dopo la misurazione».
Il dispositivo è in grado di memorizzare fino a 2000 misurazioni. I risultati possono essere trasferiti su un PC in qualsiasi momenti mediante una porta USB. Come dichiarato nello stesso opuscolo del prodotto: «I possibili campi di applicazione includono test rapidi per il controllo della carne all’interno dello stabilimento durante tutta la catena di trattamento e lavorazione della carne e il monitoraggio senza ritardi della qualità nelle aree di ricezione e spedizione».
In un articolo sul sito web di notizie «FoodNavigator», Oliver Dietrich, amministratore delegato dell’azienda che coordina il progetto FreshDetect GmbH, ha detto che questa innovazione «crea una nuova dimensione nella sicurezza alimentare».
Secondo CORDIS, il Servizio Comunitario in materia di ricerca e sviluppo che presenta i risultati della ricerca e dell’innovazione dell’UE, il «dispositivo rende possibile un controllo microbiologico non invasivo senza costi addizionali per il funzionamento o la manutenzione». Gli utenti a cui ci si rivolge includono mattatoi, impianti di sezionamento, aziende di lavorazione della carne, commercianti al dettaglio, grossisti e macellai.
In futuro l’applicazione saà ampliata a pesce, latticini, frutta e ortaggi. L’attenzione non si concentra esclusivamente sulla contaminazione batterica, ma anche sul rilevamento di pesticidi, erbicidi, origine, età (grado di maturità) e altri fattori.
Il progetto FRESHDETECT (FRESHDETECT – food safety – fast and reliable) in corso si occupa anche degli sprechi alimentari. CORDIS sottolinea che «la tecnologia di FreshDetect offre un livello finora senza uguali di controllo della lavorazione degli alimenti, consentendo un’ottimizzazione della produzione alimentare e la riduzione al minimo degli sprechi alimentari».
L’EFSA e l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) hanno pubblicato linee guida sulle modalità per individuare le sostanze con proprietà d’interferenza endocrina in pesticidi e biocidi.
E’ la Commissione europea che ha incaricato l’EFSA e l’ECHA di sviluppare linee guida armonizzate, per garantire che i criteri di interferenza endocrina adottati dall’UE nel 2017 vengano applicati alla valutazione di biocidi e pesticidi in modo uniforme in tutta l’UE. La guida è stata redatta con il sostegno del Centro comune di ricerca, il servizio di scienza e conoscenza della Commissione europea.
Nel sistema UE, l’ECHA è responsabile della valutazione dei biocidi mentre l’EFSA valuta la sicurezza delle sostanze attive utilizzate nei pesticidi.
Le due agenzie avevano iniziato a lavorare alle linee guida l’anno scorso, in stretta consultazione con i portatori di interesse accreditati presso le due agenzie e con esperti in materia di interferenti endocrini, alcuni dei quali provenienti da Stati membri dell’UE.
A dicembre 2017 e gennaio 2018 si è tenuta una consultazione pubblica sulla versione in bozza e tutti i commenti ricevuti sono stati considerati dai redattori nella stesura del documento finale.
La guida verrà utilizzata per la valutazione dei biocidi a partire dal 7 giugno 2018. Per i pesticidi sarà utilizzata nelle valutazioni di quelle sostanze per le quali è in programma una decisione a partire dal 10 novembre 2018. Ciò perché i criteri per l’individuazione degli interferenti endocrini nei pesticidi sono stati concordati più tardi rispetto a quelli per i biocidi.
Per ulteriori informazioni
Fonte: Efsa
L’EFSA ha pubblicato il modello FEIM (Food Enzyme Intake Model), uno strumento per stimare l’esposizione alimentare cronica agli enzimi alimentari utilizzati in diversi processi di produzione degli alimenti.
FEIM si conforma alla metodologia raccomandata nel 2016 dal gruppo di esperti EFSA sui materiali a contatto con gli alimenti, gli enzimi, gli aromatizzanti e i coadiuvanti tecnologici (CEF). È stato sviluppato sulla base di dati reali sui consumi alimentari raccolti dagli Stati membri e immagazzinati nella banca dati particolareggiata dell’EFSA sui consumi alimentari.
Questo strumento, di agevole utilizzo, consente a richiedenti, valutatori del rischio e gestori del rischio di stimare l’esposizione tramite l’alimentazione agli enzimi alimentari utilizzati nei singoli processi di produzione degli alimenti, come la cottura al forno o la fabbricazione della birra. Vi si accede tramite la piattaforma EFSA Knowledge Junction, e ogni anno verrà aggiornato con la creazione di calcolatori specifici per ogni processo produttivo.
•Tools: Food Enzyme Intake Model (FEIM)
Fonte: Efsa
La Commissione Europea ha pubblicato il report 2016 sulle attività del Rasff (Rapid Alert System for Food and Feed) il Sistema di allerta rapido europeo per la notificazione di un rischio diretto o indiretto per la salute pubblica dovuto ad alimenti o mangimi.
Anche nel 2016 l’Italia è stato il paese europeo che ha inviato il maggior numero di notifiche originali cioè di notifiche di allerta (notifica di un rischio che richiede o potrebbe richiedere un’azione rapida in un altro paese membro) e notifiche di informazione per follow-up (notifica di un rischio che non richiede un’azione rapida, relativa a un prodotto già presente o che potrebbe essere immesso sul mercato in un altro paese membro)
In generale nel 2016 si è registrato un aumento dell’attività del sistema con oltre 10mila scambi di informazioni: 2993 notifiche originali di cui il 28% (847) cassificate come notifiche di allerta, il 13% (378) notifiche di informazione per follow-up, 20% (598) notifiche a di informazione per attenzione e il 39% (1170) «notifica di respingimento alla frontiera.
Queste notifiche originali hanno generato 7288 notifiche di follow-up, cioè notifiche contenenti informazioni supplementari rispetto a ciascun evento originario notificato. In media quindi ogni notifica originale ha dato luogo a 2,4 notifiche supplementari. Per le sole notifiche di allerta ci sono state, in media, 5.5 notifiche di follow up per ogni notifica originale.
Rispetto al 2015 le notifiche originali sono calate dell’1.8%, ma sono aumentate le notifiche, ma sono aumentate le notifiche di follow up (+17,5%) per un aumento generali di scambi di informazioni pari all’11.1%.
Tra i paesi membri Ue la Spagna è stata origine dei prodotti che sono stai maggiormente oggetto di notifica, seguita da Polonia, Francia, Germania, Olanda e Italia.
Le notifiche più frequenti nel 2016 hanno riguardato salmonella (prodotti originati in India), mercurio nel pesce (Spagna), residui di pesticidi sopra i limiti in verdura e ortaggi (Turchia) e aflatossine in diverse tipologie di frutta secca e semi (da Iran, Turchia, Cina, Egitto, Usa).
Country fact sheets relativo all’italia (in inglese)
Domande e risposte: sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi (RASFF) (in italiano)
Le basi legali del Rasff:
– Regolamento (CE) N. 178/2002 che stabilisce i Principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare
– Regolamento (UE) 16/2011 recante disposizioni di applicazione relative al sistema di allarme rapido per gli alimenti ed i mangimi
A cura della segreteria SIMeVeP
I dati prodotti dallo studio sui Pfas in varie matrici alimentari presentati alla stampa il 16 novembre scorso forniscono spunti di approfondimento per la contaminazione ambientale dei suoli agricoli, e per l’apporto di Pfoa da parte di alimenti solidi, di origine animale.
Tali elementi non sembra siano stati adeguatamente considerati fino ad ora, dove l’attenzione è stata fondamentalmente rivolta al ruolo delle acque potabili, e all’adozione dei sistemi di depurazione adeguati.
L’EFSA ha in detto una pubblica consultazione su una guida alla valutazione dei rischi da pesticidi per uccelli e mammiferi. I contributi ricevuti aiuteranno l’EFSA a individuare le sezioni della guida bisognose di revisione e/o correzione.
Il termine ultimo per trasmettere commenti è fissato al 18 dicembre 2017.
Public consultation on the Guidance of EFSA on Risk Assessment for Birds and Mammals
I casi di listeriosi sono aumentati tra due gruppi della popolazione: individui sopra i 75 anni di età e donne tra i 25 e i 44 anni (si presume per lo più in relazione allo stato gravidico).
E’ questa una delle principali conclusioni di un parere scientifico dell’EFSA su Listeria monocytogenes e sui rischi per la salute pubblica derivanti dal consumo di alimenti pronti contaminati. Il parere riguarda il periodo 2008-2015.
Gli esperti hanno iniziato a lavorare sul parere scientifico dopo che il rapporto di sintesi dell’UE del 2015 sulle malattie zoonotiche di origine alimentare aveva messo in luce una crescente tendenza alla listeriosi nel periodo 2009-2013.
Gli esperti dell’EFSA hanno concluso che la maggior incidenza di listeriosi tra gli anziani era probabilmente legata all’aumento della percentuale di persone di età superiore a 45 anni già sofferenti di malattie come cancro e diabete.
Anche l’aumento del consumo di alimenti pronti e il miglioramento dei sistemi di monitoraggio in alcuni Stati membri potrebbero aver contribuito a questa tendenza.
La maggior parte delle persone viene infettata tramite il consumo di cibi pronti come pesce affumicato e stagionato, carne sottoposta a trattamento termico e formaggi molli e semi-molli. Tuttavia anche altri alimenti, come le insalate pronte, possono causare le infezioni.
Gli esperti hanno stimato che un terzo dei casi di listeriosi sono dovuti alla crescita di Listeria monocytogenes negli alimenti preparati e conservati a casa in frigo. Ciò mette in luce l’importanza di seguire le buone pratiche igieniche, come il rispetto delle temperature e dei tempi di conservazione raccomandati. Organizzazioni internazionali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità consigliano di refrigerare gli alimenti a temperature inferiori ai 5° C.
L’elaborazione del parere scientifico è stata portata a termine dopo aver vagliato oltre 200 commenti ricevuti durante una consultazione pubblica.
•Listeria monocytogenes contamination of ready-to-eat foods and the risk for human health in the EU
Fonte: Efsa
L’EFSA ha avviato una consultazione pubblica su una bozza di linee guida per la valutazione dei rischi relativi alle applicazioni delle nanoscienze e delle nanotecnologie nella catena alimentare umana e animale. La guida riguarda aree pertinenti al mandato EFSA, come i nuovi alimenti, i materiali a contatto con gli alimenti, gli additivi per alimenti e mangimi, i pesticidi.
Il nuovo documento tiene conto degli sviluppi scientifici che hanno avuto luogo dalla pubblicazione della precedente guida nel 2011, in particolare gli studi che offrono nuove conoscenze sulla valutazione dell’esposizione e sulla caratterizzazione dei pericoli legati ai nanomateriali.
Contiene inoltre considerazioni nano-specifiche relative agli studi tossicologici in vivo / in vitro e presenta una metodica a più livelli per l’esecuzione dei test tossicologici, proponendo anche modalità per effettuare la caratterizzazione del rischio e l’analisi delle incertezze.
Le parti interessate possono presentare commenti sul protocollo fino al 4 marzo 2018.
Fonte: Efsa