Bando 2025-2027 per esperti nazionali distaccati presso l’EFSA (END)

Sei un professionista qualificato che lavora per una pubblica amministrazione e cerchi una un’esperienza stimolate e dinamica presso un’agenzia dell’UE ? Vuoi mettere a disposizione le tue competenze e conoscenze per contribuire al raggiungimento degli obiettivi e della strategia dell’EFSA? La tua organizzazione è alla ricerca di opportunità per collaborare e creare sinergie con l’EFSA?

L’EFSA ha pubblicato il nuovo bando per esperti nazionali distaccati (END), valido per il triennio 2025-2027.

Gli esperti nazionali distaccati sono dipendenti di un’amministrazione pubblica nazionale, regionale o locale o da un’organizzazione inter-governativa  (IGO) che viene distaccato presso l’EFSA affinché questa possa utilizzare la loro competenza in un campo specifico. La “pubblica amministrazione” comprende tutti i servizi amministrativi statali a livello centrale, federale, regionale o locale, inclusi i ministeri, servizi governativi e parlamentari, tribunali, banche centrali e servizi amministrativi delle autorità locali, nonché i servizi amministrativi decentrati dello Stato e di tali autorità.

Il bando è aperto a esperti di vari settori dalla valutazione scientifica del rischio alla comunicazione e al sostegno alle imprese, che abbiano lavorato a tempo indeterminato o a contratto presso la relativa amministrazione per almeno 12 mesi prima del distacco.

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Fonte: Ministero della Salute




Botulismo aviario e avifauna selvatica: prima segnalazione in Italia di una grave epidemia in un’area protetta

Tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno 2019 e per i successivi tre anni, l’epidemia ha interessato un’area all’interno del Parco regionale del Delta del Po dell’Emilia-Romagna. Uno studio, pubblicato sulla rivista Animals e redatto con il contribuito ricercatrici e ricercatori ISPRA, analizza la successione degli eventi in relazione alle condizioni ambientali e alle misure gestionali di contenimento

Il botulismo è una malattia neurologica che colpisce gli umani e altre specie animali ed è collegata alle neurotossine di diverso tipo prodotte da batteri del genere Clostridium, solitamente riconducibili a C. botulinum. Tra queste neurotossine alcune sono responsabili del botulismo umano, ad esempio quello legato alle conserve alimentari, altre colpiscono gli uccelli selvatici. In tali volatili, il botulismo aviario è causa di episodi di mortalità registrati in Italia e nel mondo a volte con gravi impatti sulle popolazioni di uccelli come accaduto durante la moria del 1932 nel Grande Lago Salato nell’America settentrionale che portò alla morte di circa 250.000 animali.

Il 5 settembre del 2019 nell’area della Valle Mandriole, nel Parco regionale Delta del Po Emilia-Romagna in provincia di Ravenna, furono rilevate alcune carcasse di uccelli che analizzate presso i laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna (IZSLER mostrarono la presenza di clostridi produttori di neurotossine.

Tra le prime misure prese dal tavolo tecnico istituito per gestire l’emergenza botulismo aviario — tavolo coordinato dal Comune di Ravenna, con la partecipazione di tecnici e rappresentanti di numerosi enti territoriali e stakeholder locali, tra i quali anche l’Ente Parco del Delta del Po, il servizio veterinario della AUSL della Romagna, la Regione Emilia e Romagna – vi furono il recupero dei soggetti intossicati ancora vivi e la pronta rimozione delle carcasse degli uccelli deceduti. Questa azione risulta molto importante perché nelle carcasse si sviluppano le larve delle mosche carnarie che sono degli accumulatori biologici della neurotossina presente negli animali morti e quando vengono a loro volta predate da altri uccelli li intossicano dando vita ad un ciclo che sostiene e amplifica gli effetti e le possibilità di ulteriore trasmissione della malattia.

Altro intervento deciso per bloccare il ciclo vitale dei ceppi tossigeni di Clostridium spp. fu quello di agire sui livelli d’acqua della valle. Nelle zone umide, soprattutto d’acqua dolce, tali batteri si sviluppano quando materiale organico di origine vegetale o animale si decompone in concomitanza con temperature alte e carenza di ossigeno nell’acqua (anossia), esattamente le condizioni che, insieme alla scarsità di precipitazioni, si manifestarono nell’estate 2019. Le alternative praticabili per affrontare questa situazione di emergenza erano due: l’inondazione o il disseccamento  della Valle Mandriole. Entrambe le azioni possono contribuire a ridurre la presenza del batterio e il suo impatto negativo, rispettivamente riducendone la moltiplicazione ed allontanando gli uccelli acquatici prime vittime della malattia. Si decise di procedere con il disseccamento per evitare che uccelli acquatici continuassero a posarsi nelle poche pozze rimaste. La strategia risultò efficace e la maggior parte dei 2158 uccelli vittima della malattia morirono nei primi giorni dall’insorgenza della stessa e prima delle contromisure mese in atto.

casi di botulismo aviario verificatisi durante l’evento primario tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno 2019 e nei successivi tre anni sono stati documentati e recentemente pubblicati sulla rivista Animals. Nell’articolo, redatto da ricercatori ISPRA con la collaborazione di veterinari e biologi del Comune di Ravenna, della AUSL della Romagna e dell’IZSLER, la successione degli eventi è analizzata in relazione alle condizioni ambientali e alle misure gestionali di contenimento, monitoraggio e prevenzione derivate da questa esperienza e a quanto accaduto nei tre anni successivi al ripresentarsi di condizioni favorevoli per il botulismo aviario.

La sopravvivenza delle spore di Clostridium spp.  in uno stato di quiescenza nel terreno e nel substrato delle zone umide, ed anche la persistenza invernale delle tossine delle pupe svernanti di mosca carnaria sottolineano la necessità di monitorare le aree colpite dal botulismo, poiché al verificarsi di condizioni adatte la malattia può ripresentarsi anche dopo anni dal primo evento.

Valle Mandriole, sito di importanza internazionale ai sensi della Convenzione Ramsar compresa tra le aree protette regionali e ZSC/ZPS della Rete Natura 2000, risulta essere come le altre zone umide tra gli ecosistemi più fragili e più esposti ai cambiamenti climatici di origine antropogenica. Lo sviluppo delle spore di Clostridium spp., favorito da condizioni di anossia e decomposizione di biomassa organica in presenza delle alte temperature estive, può diventare un fattore di mortalità importante per gli uccelli acquatici che possono ingerire e quindi diffondere neurotossina botulinica.

Lo studio e la gestione di questa emergenza ambientale ha messo in relazione il ciclo vitale del Clostridium botulinum, la gestione idrica dei bacini legata all’anossia delle acque, i cambiamenti climatici, lo stato di salute dell’avifauna stanziale e migratrice, rendendo esplicita la complessità dei sistemi naturali e la necessità di adeguate azioni di prevenzione e gestione di eventi emergenziali.

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Alimenti per cani: quali risultati con i cibi contenti la farina di insetti, quali la mosca soldato?

L’utilizzo della farina d’insetti in zootecnia è stata molto limitata fino a poco tempo fa nell’UE. Tuttavia, recenti studi degli ultimi anni hanno dimostrato l’elevato valore nutrizionale e la versatilità dell’utilizzo degli insetti nell’alimentazione animale. A tal proposito, un recente studio ha valutato la possibilità di arricchire gli alimenti per cani con la farina di mosche soldato, migliorandone i valori nutrizionali e l’appetibilità, evitando l’aggiunta di altri additivi. Di seguito l’approfondimento.
Gli insetti sono stati a lungo considerati parassiti in generale, ma recentemente, dopo la scoperta della loro diversità e utilità, sono stati utilizzati nell’alimentazione animale e umana. In passato, la percezione degli insetti era disgustosa, ma di recente si è verificato un importante cambiamento nell’industria degli insetti con la possibilità di produrre in massa proteine di alta qualità.
L’uso tradizionale degli insetti è limitato a pochi settori, come il baco da seta e l’apicoltura; tuttavia, oggi sono considerati commestibili e la loro utilità come risorse biologiche pratiche si sta sviluppando in tutto il mondo.
Gli insetti sono ricchi di proteine, acidi grassi, vitamine, minerali e fibre e hanno quindi un valore nutrizionale molto elevato. È noto che le proteine degli insetti hanno un’elevata digeribilità e contengono aminoacidi essenziali; pertanto, per la crescita degli animali sono necessarie solo piccole quantità di proteine. Pertanto, l’elevato valore nutrizionale degli insetti è la ragione del loro utilizzo nelle formulazioni delle diete degli animali.
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Fonte: assaspa.org



Che cos’è oggi il Covid in Italia

A distanza di cinque anni dall’inizio della pandemia, il coronavirus è ancora diffuso in Italia, ma le cose sono molto cambiate. La fase dell’emergenza è finita da tempo e non ci sono più misure di prevenzione obbligatorie da rispettare per evitare i contagi. Oggi negli ospedali e negli ambulatori dei medici di base il coronavirus non è più il problema predominante, e ha smesso di paralizzare il resto dell’attività di cura come succedeva durante la pandemia.

Massimo Andreoni, professore di malattie infettive all’università Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), dice che siamo in realtà in una fase di «assestamento». «Il coronavirus che circola oggi è meno aggressivo rispetto a cinque anni fa. Resta però pericoloso per i pazienti cosiddetti fragili, cioè le persone anziane, immunodepresse e con altre patologie, e non va quindi sottovalutato», dice.

Nonostante la bassa pericolosità del coronavirus oggi, anche considerati i livelli di immunizzazione raggiunti dalla popolazione, secondo Andreoni è comunque importante continuare ad analizzare con puntualità il materiale genetico del virus. Come previsto, infatti, il SARS-CoV-2 non ha smesso di evolvere. La comunità scientifica internazionale continua a monitorare le varianti che emergono nel mondo per capire come si diffondono e come potrebbero potenzialmente impattare sulla salute umana. In Italia, secondo i report settimanali dell’Istituto superiore di sanità (ISS), la variante attualmente prevalente è chiamata JN.1, che circola ormai da mesi e ha diverse sotto-varianti, come accade sempre nei periodi di lunga circolazione. Nessuna finora ha suscitato particolari preoccupazioni.

I vaccini contro il coronavirus che vengono somministrati da metà settembre sono comunque stati adattati alla variante JN.1. Sono monovalenti e basati sull’RNA messaggero (mRNA), come quelli prodotti da Pfizer-BioNTech e Moderna che si rivelarono molto efficaci nel prevenire il COVID-19 soprattutto nelle sue forme più gravi. Oggi il vaccino contro il coronavirus è raccomandato in particolare per alcune categorie, come chi ha più di 60 anni, persone con malattie croniche e patologie oncologiche e gli operatori sanitari. La campagna vaccinale è iniziata in autunno insieme a quella antinfluenzale, e come negli anni scorsi è gestita dalle regioni: da settembre a febbraio hanno fatto una dose di richiamo contro il coronavirus quasi un milione di persone (qui ci sono i dati completi e aggiornati).

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Fonte: ilpost.it




Manuale sul benessere per le specie ittiche allevate. Guida per l’operatore

 È disponibile il Manuale sul benessere per le specie ittiche allevate – Guida per l’operatore, risultato di un progetto di collaborazione fra Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e Associazione Piscicoltori Italiani (API), finanziato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF).

Il manuale, presentato nei giorni scorsi ad AQUAFARM 2025, è concepito come guida pratica per gli operatori del settore, e affronta i seguenti temi:

  • caratteristiche delle principali specie ittiche allevate e relative tecnologie di allevamento;
  • valutazione del benessere animale in allevamento, attraverso l’utilizzo degli Operational Welfare Indicators (OWIs). In allegato saranno incluse check-list utili per l’analisi del benessere animale in allevamento;
  • tutela del benessere dei pesci allevati;
  • benessere animale durante il trasporto;
  • tecniche corrette di stordimento e abbattimento;
  • panoramica normativa sul benessere dei pesci in allevamento.

Alla redazione del manuale hanno contribuito Ministero della Salute (UVAC-PCF), Università di  Bologna, Università di Camerino, Università di Milano, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Federazione Europea dei Produttori di Acquacoltura.

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Fonte: IZS Venezie




Aperta la consultazione pubblica per valutare le prestazioni dell’EFSA

La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica finalizzata alla valutazione delle prestazioni dell’EFSA per il periodo 2017-2024.
La valutazione periodica delle prestazioni dell’EFSA da parte della Commissione europea è un’attività svolta ai sensi dell’articolo 61 della legislazione alimentare generale (Regolamento CE 178/2002 e successive modifiche ed integrazioni).
La consultazione è finalizzata raccogliere evidenze, informazioni significative e pareri di esperti da parte degli stakeholder e del pubblico in generale a supporto di una valutazione approfondita dell’EFSA, in linea con i criteri di valutazione standard della Commissione.
I destinatari di riferimento della consultazione sono, in particolare:
  • Le organizzazioni di rappresentanza degli stakeholder, ad esempio: consumatori, ONG e gruppi di sensibilizzazione, imprese e industria alimentare (PMI incluse), distributori, dettaglianti, settore dell’ospitalità, agricoltori e altri produttori primari, università, organizzazioni di ricerca e tecnologia, associazioni di professionisti, responsabili della comunicazione del rischio e dei media (anche media digitali e social media);
  • le autorità competenti degli Stati membri e gli organismi/organizzazioni nazionali di valutazione del rischio;
  • altre agenzie dell’UE pertinenti;
  • altri stakeholder interessati.
Ulteriori informazioni sono disponibili alla pagina presente sul portale della Commissione europea.
Per partecipare alla consultazione è necessario rispondere al relativo questionario, accessibile alla sezione  “About this consultation” (disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’UE).
La scadenza per la compilazione del questionario è fissata al 1° aprile 2025 (mezzanotte, ora di Bruxelles).
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Fonte: Ministero della Salute



Un intestino di pesce artificiale per sperimentare mangime più sostenibile per i pesci di allevamento

Banco di pesceAll’Università statale di Milano si lavora da più di cinque anni a un nuovo sistema utile a supportare la produzione di mangime più sostenibile per i pesci di allevamento. È un metodo che consente di ridurre sia il tempo e le energie necessari a sperimentare gli effetti dell’introduzione di nuovi mangimi in acquacultura sia la quantità di animali necessari alle sperimentazioni.
Ne abbiamo parlato con Fulvio Gandolfi, docente di Anatomia e Fisiologia Veterinaria all’Università degli Studi di Milano, coordinatore del progetto Fish-AI, guidato dalla stessa Università di Milano, che si è appena concluso, alla fine del 2024, dopo cinque anni, ma si apre ora a nuovi sviluppi e applicazioni concrete. È stato realizzato grazie a un finanziamento europeo European Innovation Council (EIC), un tipo di finanziamento finalizzato al trasferimento tecnologico, ovvero a sostenere progetti di ricerca scientifica caratterizzati dalla possibilità di avere applicazioni pratiche.

«La nostra idea – spiega Gandolfi, del Dipartimento DISAA dell’Università di Milano, – è stata quella di mettere a frutto la nostra lunga esperienza nel campo delle cellule staminali, dei meccanismi di differenziamento e della creazione di modelli in vitro, per realizzare un intestino artificiale di pesce, più precisamente di trota, che possa essere utilizzato per testare nuovi tipi di mangime destinati all’acquacoltura. Semplificando, l’interno dell’intestino in natura è rivestito di una mucosa, composta da cellule che assorbono i nutrienti e li trasmettono al sangue: abbiamo voluto replicare questa struttura in laboratorio, attraverso cellule intestinali di trota coltivate in vitro. In questo modo si possono testare più agevolmente alimenti innovativi da destinare all’acquacultura, rendendo più veloce la procedura e riducendo la necessità di test in vivo sugli animali».

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Fonte: scienzainrete.it




Influenza aviaria: una marcia lenta ma continua

Il mondo scientifico aveva previsto già diverse decadi fa la pole position dei virus dell’influenza per l’innesco della prossima pandemia umana, con previsioni catastrofiche soprattutto basate sull’esperienza della famosa pandemia di “spagnola” (almeno in Italia fu chiamata così) del 1918. Ma non sempre le previsioni si avverano: infatti la pandemia più recente e disastrosa è stata causata dal coronavirus Sars-CoV-2 e ci siamo trovati a fronteggiarla con piani pandemici influenzali, anche non aggiornati, ma soprattutto basati su parametri e modalità di contagio inadeguati. Che Covid-19 si sia preso il palcoscenico della pandemia più recente non deve però far pensare che la minaccia dei virus influenzali non sia reale: anzi, a ben guardare l’avvicinamento di nuovi virus influenzali alla nostra specie è continuo e costante.

Influenza aviaria, una minaccia sempre presente

Per fare il punto della situazione è utile ricordare che i virus dell’influenza (famiglia Orthomyxoviridae) sono virus a RNA classificati in diversi generi in base alla composizione delle loro nucleoproteine e nella proteina matrice. I virus del genere A provocano tutte le pandemie di influenza e sono responsabili dalla maggior parte dei casi delle epidemie stagionali; infettano gli umani, i mammiferi e gli uccelli. Sono classificati in base a due grandi glicoproteine che si trovano sulla superficie esterna delle particelle virali: H (emoagglutinina di cui sono stati identificati 18 sottotipi) e N (neuraminidasi, 11 sottotipi). Tutti i sottotipi sono stati identificati tra gli uccelli, che quindi vengono indicati come il serbatoio naturale delle infezioni.

Perché specie diverse vengano infettate è necessario che specifici ceppi virali producano emoagglutinine in grado di legarsi ai recettori specie-specifici delle cellule dell’ospite. Purtroppo i virus dell’influenza sono dei grandi trasformisti e, a causa di un genoma segmentato, il rimescolamento genico e quindi la produzione di continue varianti virali, con  nuove proteine anche di superficie, è continuo. Il fenomeno avviene con i virus stagionali adattati all’essere umano, per cui in ogni autunno si preparano vaccini mirati alle varianti che si prevede avranno maggiore circolazione, ma avviene anche tra i virus che infettano gli uccelli e altri animali. La maggior parte dei vaccini per l’essere umano è preparata mediante colture virali su uova di pollo.

Il salto di specie che fa emergere un nuovo sottotipo che dagli uccelli è in grado di infettare e trasmettersi tra le persone non avviene all’improvviso, ma attraverso passaggi in specie animali biologicamente sempre più affini a noi. Monitorare le infezioni tra gli animali selvatici, tra quelli domestici e di allevamento fornisce la misura dell’avvicinamento all’umano di nuovi sottotipi potenzialmente molto pericolosi, perché completamente nuovi.

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Fonte: scienzainrete.it




Aviaria, le onde elettromagnetiche inattivano il virus: è meno infettivo del 94%

Inattivare i virus dell’influenza aviaria H5N1 colpendoli con le onde elettromagnetiche. La rivista Nature Scientific Reports ha pubblicato uno studio che attesta l’efficacia delle onde elettromagnetiche nell’inattivazione del virus in aerosol ad alta patogenicità A(H5N1) responsabile dell’influenza aviaria grazie ad una opportuna combinazione di frequenza, tempo di esposizione e intensità minima di campo elettrico.

La ricerca dal titolo “Selected microwave irradiation effectively inactivates airborne avian influenza A(H5N1) virus” è frutto del lavoro del team di ricerca ed innovazione di ELT Group, il cui articolo finale ha visto il contributo dei professori Silvio Brusaferro del Dipartimento di Medicina dell’Università di Udine, Gaetano P. Privitera, docente di Igiene e Medicina preventiva dell’Università di Pisa e Alberto Sangiovanni Vincentelli, docente di Ingegneria elettrica e informatica all’Università della California, Berkeley.

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Fonte: Repubblica – salute




Al professor Adriano Mantovani l’Attestato di benemerenza del Quirinale alla memoria

È stato recentemente pubblicato sul sito della Presidenza della Repubblica il conferimento, alla memoria, dell’Attestato di benemerenza al Prof. Adriano Mantovani. Il riconoscimento, assegnato con decreto del Presidente della Repubblica il 31/10/2024, è firmato dal Ministro della Salute Orazio Schillaci.

Il Prof. Mantovani, medico veterinario, è certamente tra i grandi Maestri della Sanità Pubblica Veterinaria, disciplina che egli ha saputo declinare nelle sue diverse forme e che quasi per naturale evoluzione ha trovato il suo completamento nella visione One Health della quale è stato forte e antesignano sostenitore. Ha dedicato la sua carriera alla promozione della salute pubblica.

Direttore del Laboratorio di Parassitologia nell’Istituto Superiore di Sanità e del Centro di Collaborazione OMS/FAO per la Sanità Pubblica Veterinaria di Roma, ha operato panche presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Abruzzo e Molise e l’Università di Bologna. Ha avuto un ruolo fondamentale nella gestione delle emergenze epidemiche e non, ed è stato ideatore della “Medicina Veterinaria nelle catastrofi” in seguito al terremoto dell’Irpinia, dove i servizi veterinari furono cruciali nell’assistenza agli animali di interesse zootecnico e nella sicurezza alimentare.

Il suo impegno ha portato a importanti riforme nel settore della sanità pubblica e della medicina preventiva, con un’attenzione particolare agli aspetti sociali. L’Attestato di Benemerenza celebra la sua carriera e il suo contributo fondamentale alla salute pubblica. Il suo approccio scientifico e la sua dedizione hanno fatto conoscere la sanità pubblica veterinaria e contribuito alla formazione di nuove generazioni di professionisti. Il riconoscimento sottolinea l’importanza della veterinaria nella salute globale e celebra il suo instancabile impegno.

Fonte: ISS