Contrastare l’acaro Tropilaelaps spp.: allerta internazionale e raccomandazioni operative
Gli acari del genere Tropilaelaps sono originari di alcune regioni dell’Asia, dove parassitano Apis dorsata e A. breviligula. Particolarmente rilevanti per l’apicoltura europea sono le specie T. clareae e T. mercedesae, entrambe in grado di infestare A. mellifera. Questi parassiti colpiscono principalmente la covata, provocando gravi danni alla salute delle colonie e compromettendo la produttività degli alveari.
La diffusione di Tropilaelaps spp. in Europa
Recenti segnalazioni confermano la presenza di Tropilaelaps in Georgia e in diverse aree della Russia centro-occidentale, con segnalazioni non ancora confermate anche in Crimea e Bielorussia.
Ad oggi, Tropilaelaps spp. non è presente nell’Unione Europea, è un parassita esotico delle api e ricade nell’ambito del Regolamento (UE) 2016/429. Inoltre, dal punto di vista normativo, l’infestazione da Tropilaelaps spp. è inserita fra malattie elencate ai sensi del Regolamento (UE) 2016/429 e dei Regolamenti (UE) 2018/1629 e 2018/1882, nelle categorie:
- D – misure per prevenire l’introduzione e la diffusione della malattia all’interno e tra Stati Membri;
- E – sorveglianza obbligatoria e notifica immediata dei casi confermati.
A livello internazionale, l’infestazione da Tropilaelaps spp. è trattata nel Codice sanitario per gli animali terrestri della WOAH, che definisce requisiti, obblighi di sorveglianza e responsabilità delle Autorità veterinarie per la gestione del rischio.
Fonte: IZS Venezie
Per la prima volta un virus finora noto solo per infettare insetti è stato identificato nei tessuti di due cavalli deceduti a causa di una grave sindrome respiratoria. Si tratta dell’Alphamesonivirus-1, appartenente alla famiglia dei Mesoniviridae, fino a oggi considerata esclusiva di zanzare e altri artropodi. La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Virology, è il frutto di uno studio congiunto condotto dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale” in collaborazione con enti di ricerca internazionali. Una ricerca che apre nuove ipotesi sulla capacità di questi virus di superare la barriera di specie.
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