IZSVe inaugura la sezione di Belluno: presidio di ecopatologia e sicurezza alimentare a servizio della sanità pubblica
Giovedì 17 aprile è stata inaugurata la sezione territoriale di Belluno dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe). Alla cerimonia, oltre alla Direttrice generale dell’IZSVe Antonia Ricci, erano presenti l’Assessore alla Sanità, Servizi sociali e programmazione socio-sanitaria della Regione del Veneto Manuela Lanzarin, il Sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin, il Presidente IX Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare al Senato Sen. Luca De Carlo e il Direttore generale di ARPA Veneto Loris Tomiato.
La sezione di Belluno, parte della SCT2 – Treviso, Belluno e Venezia, è impegnata in diverse attività legate alla sanità pubblica veterinaria. Si occupa della sorveglianza sanitaria della fauna selvatica, fornisce consulenza al Servizio sanitario nazionale, a istituzioni e associazioni, e promuove attività di informazione e formazione rivolte alla popolazione, ad associazioni e operatori del settore. Svolge inoltre attività di ricerca scientifica su malattie trasmissibili dagli animali selvatici all’uomo e studio dei fattori ambientali che ne influenzano la diffusione. Al suo interno è ospitato il Centro specialistico fauna selvatica, coordinato dal dott. Carlo Citterio. Nel 2024 i laboratori hanno eseguito 7.737 analisi nell’ambito della sanità animale.
“Le sezioni territoriali rappresentano un presidio sanitario fondamentale, radicato nel contesto locale ma con uno sguardo attento alle dinamiche globali, che va tutelato e valorizzato” ha dichiarato la Dg Antonia Ricci. “Grazie alla loro specializzazione tecnico-scientifica, le sezioni dell’IZSVe riescono ad interpretare in profondità i bisogni specifici del territorio e, allo stesso tempo, a rispondere in modo efficace alle sfide sanitarie globali. Pur essendo geograficamente decentrato, il territorio bellunese, per le sue caratteristiche ambientali e produttive, riveste un ruolo chiave per alcune tematiche di sanità pubblica, come le malattie trasmesse da zecche, la tutela della fauna selvatica e la sicurezza alimentare delle produzioni lattiero-casearie di malga. Grazie alle collaborazioni con diverse realtà a livello locale, nazionale e internazionale, la sezione di Belluno è oggi un punto di riferimento per le istituzioni e la comunità scientifica.”
“Questa nuova sezione territoriale dell’Istituto zooprofilattico – sottolinea l’assessore Manuela Lanzarin – si delinea già come un importante presidio per un territorio complesso e particolare. È inserita, infatti, in un’ampia zona montana della nostra regione contrassegnata da ampi spazi con una presenza massiccia di fauna selvatica ma anche da aree antropizzate e produttive con una diffusa presenza di bestiame da allevamento soprattutto in funzione di un’affermata vocazione alla produzione lattiero-casearia. Un simile presidio di sanità pubblica, quindi, è fondamentale; un ulteriore tassello della collaborazione che vede sempre complementari la sanità regionale e l’IZSVe, anche in un’ottica di approccio ‘One Health’, in cui sono strettamente connesse la salute umana, quella animale e quella dell’ecosistema. Esprimo, quindi, a nome della Regione grande soddisfazione per questo ulteriore traguardo raggiunto”.
Di recente è stato siglato un accordo di collaborazione fra IZSVe e Ulss 1 Dolomiti per sviluppare temi di interesse comune in ambito di sanità pubblica e sicurezza alimentare, anche in vista dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. Nello specifico, le attività di sanità pubblica riguardano soprattutto l’approfondimento di conoscenze e aspetti tecnico-scientifici sulle zecche e le malattie trasmesse da questi vettori, nonché la ricognizione di potenziali zoonosi dagli animali selvatici all’uomo. In tema di sicurezza alimentare sono stati avviati due progetti: “Sicurezza olimpica” con l’obiettivo di elevare gli standard igienico-sanitari delle attività di somministrazione e vendita di alimenti al dettaglio; “Malghe 2.0” finalizzato a migliorare la sicurezza dei prodotti lattiero-caseari di malga, soprattutto quelli a latte crudo.
Un altro ambito di particolare rilevanza è rappresentato dalla peste suina africana (PSA) nelle popolazioni di cinghiali. La sezione di Belluno, anche attraverso il Centro specialistico fauna selvatica, già da diversi anni ha notevolmente intensificato le attività di ricerca per il miglioramento della sorveglianza e per la preparedness alla possibile introduzione di questa infezione. Collabora inoltre alla stesura e attuazione dei Piani Regionali di Interventi Urgenti (PRIU) per la gestione della PSA, ed è coinvolto in numerose attività di formazione, informazione e supporto tecnico-scientifico.
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